Trasferirsi al Sud: la storia di Giuseppe, dal Nord al Salento con il lavoro da remoto
Giuseppe ha lasciato la Lombardia per trasferirsi in Salento. Scopri come ha organizzato il cambiamento, trovato lavoro da remoto e costruito una nuova vita al Sud.
06 agosto 2026
La storia in breve
Protagonista: Giuseppe Francica
Età: 30 anni
Da: Provincia di Varese
A: San Cesario di Lecce (LE)
Professione: Senior Project Manager
Lavoro trovato: Prima del trasferimento
Tempo necessario: 7 mesi
Costo del trasloco: Circa €1.000
Lo rifarebbe? Sì.
Iniziamo da qui:
Per anni abbiamo raccontato le storie di tanti giovani costretti a lasciare il Sud per trovare migliori opportunità di lavoro.
Quella di Giuseppe Francica, invece, va nella direzione opposta.
Nato e cresciuto in provincia di Varese, con un percorso professionale già consolidato come Project Manager e una vita stabile tra Busto Arsizio e Milano, ha scelto insieme a sua moglie di cambiare completamente prospettiva.
La loro destinazione? Il Salento.
Una decisione che non è nata d'impulso, ma da un desiderio coltivato per anni e trasformato, passo dopo passo, in un progetto concreto.
Questa è la sua storia. Ma è anche una guida per chi sogna di trasferirsi al Sud senza improvvisare.
"Milano ha tutto. Ma abbiamo davvero bisogno di tutto?"
Giuseppe ha 30 anni e ha lavorato dal 2020 come Project Manager, prima nei settori marketing, HR e comunicazione, poi in ambito informatico. Lavorava in una grande azienda dove si trovava molto bene e che, racconta, non avrebbe lasciato se gli fosse stata concessa la possibilità di lavorare completamente da remoto.
La sua vita era quella che molti definirebbero "sistemata": un lavoro stabile, una casa in provincia di Varese, due giorni alla settimana in ufficio a Milano e il resto del tempo diviso tra famiglia, commissioni e qualche viaggio.
Eppure sentiva che mancava qualcosa.
"Ho sempre sognato di vivere vicino al mare, in un posto dove poter vedere il cielo azzurro anche d'inverno. Ho sempre sofferto il fatto di vivere in una delle aree più inquinate d'Europa."
Da qui nasce una riflessione che, nel tempo, è diventata una vera domanda di vita: “Milano offre infinite opportunità. Ma avere tutto significa necessariamente vivere meglio?”
Una decisione costruita negli anni
Contrariamente a quanto si potrebbe immaginare, non c'è stato un episodio improvviso che ha cambiato tutto. Il trasferimento è stato il risultato di anni di confronti, valutazioni e pianificazione.
Con sua moglie parlavano spesso della possibilità di vivere altrove, ma l'ostacolo era sempre lo stesso: il lavoro.
Verso la fine del 2024 Giuseppe inizia a confrontarsi anche con i propri responsabili, consapevole che, se avesse voluto cambiare vita, quello sarebbe stato il momento giusto per farlo.
Nel maggio 2025 arriva la decisione definitiva: disdicono il contratto di affitto.
Si concedono sei mesi di tempo per trovare una soluzione lavorativa che renda possibile il trasferimento. Nessuna garanzia. Solo un obiettivo.
Perché proprio Lecce?
Prima di scegliere la destinazione, Giuseppe e sua moglie hanno valutato diverse possibilità. Tra queste anche Pesaro e il Sud della Spagna; alla fine la scelta ricade su Lecce.
Questi sono stati i principali motivi:
la bellezza del centro storico;
la vicinanza al mare;
una comunità viva durante tutto l'anno;
la possibilità di immaginare lì una quotidianità e non soltanto una vacanza.
Conoscevano già la città grazie ad alcuni soggiorni fuori stagione e alla presenza di un amico che, anni prima, aveva compiuto un percorso simile tornando nel Mezzogiorno.
Per Giuseppe scegliere una città non ha significato guardare solo il panorama, ma immaginare come sarebbe stata la vita quotidiana: fare la spesa, lavorare, costruire relazioni, vivere anche nei mesi invernali.
Come hanno organizzato il trasferimento
La strategia è stata semplice ma fondamentale: prima il lavoro, poi il trasloco.
A settembre 2025 Giuseppe trova un'opportunità completamente da remoto.
Qualche mese dopo anche sua moglie trova lavoro a Lecce. Solo a quel punto decidono di partire.
Dal momento della disdetta dell'appartamento al trasferimento passano circa sette mesi.
Tra dicembre e gennaio smontano la casa, affidano il trasporto a una ditta specializzata e affrontano il viaggio verso il Salento insieme alle loro due gatte, qualche pianta e tutto ciò che rappresentava la loro vita fino a quel momento.
Il costo del trasloco è stato di circa 1.000 euro, a cui si sono aggiunte le spese di viaggio e tutto il lavoro necessario per organizzare il trasferimento.
Come ha trovato lavoro prima di trasferirsi
Uno degli aspetti più interessanti della storia di Giuseppe riguarda il metodo con cui ha affrontato il cambiamento.
Non ha aspettato di arrivare in Puglia per iniziare a cercare lavoro.
Ha iniziato la ricerca diversi mesi prima, continuando a lavorare mentre costruiva il suo progetto di trasferimento: questo gli ha permesso di ridurre notevolmente il rischio economico.
Prima ha ottenuto un'opportunità lavorativa da remoto e solo dopo ha lasciato la casa in Lombardia.
Anche sua moglie ha trovato lavoro prima del trasferimento definitivo.
Questa pianificazione è stata determinante per affrontare il cambiamento con maggiore serenità.
Il consiglio di Lavoro al Sud
Se stai pensando di trasferirti, evita di partire senza avere almeno una di queste condizioni:
un lavoro già confermato;
una selezione in fase avanzata;
un'attività già avviata;
oppure un fondo economico che ti permetta di affrontare alcuni mesi senza reddito.
Trasferirsi senza una strategia è possibile, ma aumenta notevolmente il livello di rischio.
Quanto costa trasferirsi?
Ogni situazione è diversa, ma l'esperienza di Giuseppe permette di avere un riferimento concreto. Le principali spese affrontate sono state:
circa 1.000 euro per il trasporto dei mobili;
carburante e costi del viaggio;
materiale per l'imballaggio;
eventuali spese iniziali per la nuova casa.
Il consiglio di Lavoro al Sud
Richiedere più preventivi alle aziende di trasloco con alcune settimane di anticipo può permettere di risparmiare cifre importanti. Anche organizzare personalmente parte dell'imballaggio, come ha fatto Giuseppe, aiuta a contenere i costi.
Le difficoltà che nessuno racconta
Cambiare città significa anche accettare una quota di incertezza.
Per Giuseppe la parte più difficile non è stata il trasloco! È stato lasciare una situazione stabile senza sapere cosa avrebbe trovato dall'altra parte.
Nei primi mesi dopo il trasferimento ha vissuto anche un periodo di forte instabilità lavorativa, legato a cambiamenti aziendali che hanno reso incerto il proseguimento del lavoro da remoto.
Inoltre, durante la ricerca di opportunità in Puglia, si è scontrato con una realtà che lo ha fatto riflettere: molte aziende proponevano formule contrattuali e livelli retributivi molto distanti da quelli a cui era abituato, nonostante un'esperienza professionale consolidata.
Un aspetto che evidenzia come il mercato del lavoro del Mezzogiorno presenti ancora differenze importanti rispetto ad altre aree del Paese.
Nonostante questo, oggi Giuseppe ha trovato lavoro come Senior Project Manager in Zeta Service, società specializzata nei servizi HR, con la possibilità di lavorare da remoto e di utilizzare anche la sede aziendale di Lecce quando lo desidera.
Gli errori che Giuseppe eviterebbe oggi
Ripensando al suo percorso, ci sono alcune lezioni che possono essere utili anche ad altri.
Non dare mai per scontato il mercato del lavoro locale.
Ogni territorio ha dinamiche diverse e durante la ricerca è importante confrontare attentamente le offerte. Non limitarti allo stipendio.
Valuta anche:
tipologia di contratto;
retribuzione annua lorda (RAL);
benefit;
possibilità di crescita;
flessibilità;
smart working.
Un altro insegnamento riguarda l'incertezza. Anche quando tutto sembra pianificato, possono verificarsi imprevisti, per questo è sempre utile avere un piano B e qualche risparmio che permetta di affrontare eventuali cambiamenti.
Cosa ha trovato nel Salento
Nonostante le difficoltà iniziali, oggi Giuseppe racconta che rifarebbe quella scelta.
Le ragioni non riguardano soltanto il mare. Parla soprattutto di qualità della vita, di tempo e di ritmi più sostenibili. Di una quotidianità in cui è possibile concedersi una passeggiata in spiaggia dopo il lavoro, mangiare prodotti locali e riscoprire passioni che prima non trovavano spazio.
Una di queste è quella per le tartarughe marine, che lo porta spesso a trascorrere le prime ore del mattino sulle spiagge salentine.
Ma c'è un altro elemento che lo ha colpito profondamente: le persone.
"Dopo poche settimane avevamo già costruito una rete di conoscenze. Qui abbiamo percepito un'accoglienza diversa, un calore che non avevo mai sperimentato crescendo al Nord."
Tornerebbe indietro?
La risposta è netta: No. Nonostante tutta la sua famiglia viva ancora in Lombardia, oggi Giuseppe sente di aver trovato un equilibrio che difficilmente sarebbe disposto a lasciare.
Più che una scelta geografica, è diventata una scelta di stile di vita.
Il consiglio di Giuseppe
A chi sta pensando di trasferirsi lascia un messaggio molto concreto.