Tornare al Sud: quando rientrare in Costiera Amalfitana diventa un atto di libertà personale e professionale
Tornare al Sud può essere una scelta di libertà. Una storia di rientro in Costiera Amalfitana tra identità, lavoro e realizzazione personale.
22 dicembre 2025
Tornare al Sud: quando rientrare in Costiera Amalfitana diventa un atto di libertà
Tornare al Sud, e in particolare rientrare in Costiera Amalfitana dopo anni vissuti tra Milano, Roma e Londra, può sembrare una scelta romantica, guidata solo dalla bellezza dei luoghi.
Nel mio caso, è stato molto di più: un atto di libertà personale, professionale e identitaria.
Sono nato e cresciuto tra scalinate infinite, limoneti sospesi sul mare, castagneti e sentieri che profumano di Mediterraneo. La Costiera Amalfitana è un tempio della bellezza, ma anche un territorio complesso: isolato, logisticamente difficile, spesso raccontato più per i suoi limiti che per le sue possibilità.
Eppure sono tornato. Perché il legame con la mia terra non si è mai affievolito. Si è trasformato.
Crescere al Sud tra identità e aspettative
Come molti giovani del Sud, sono cresciuto ad Atrani ascoltando frasi che sembrano scrivere il destino in anticipo:
“Qui non c’è futuro”,
“Devi andartene”,
“I migliori vanno al Nord”.
A questo si aggiungeva un altro nodo profondo: essere omosessuale in un contesto percepito come limitante. Per anni ho vissuto una dicotomia dolorosa:
restare e sentirmi costretto a ridurre me stesso,
oppure partire per esprimere liberamente la mia identità.
Nel 2012 scelgo di andare via.
Andare via per capire dove tornare
Prima Roma, dove inizio a lavorare nel settore dell’ospitalità di lusso.
Poi Londra, una parentesi fuori da ogni comfort zone. Proprio lì nasce una consapevolezza decisiva: il mio sogno non era restare all’estero, ma tornare a casa e diventare guida escursionistica.
Nel 2017 divento GAE (Guida Ambientale Escursionistica). Per completare il mio percorso mi iscrivo all’università a Milano. La città mi offre stimoli, opportunità, una rete professionale importante. Ma poi arriva il Covid.
Milano, la pandemia e la vera domanda
La pandemia blocca il turismo, rallenta progetti e ambizioni. Rientro ad Amalfi per un anno, poi torno di nuovo a Milano.
Ma ormai qualcosa è cambiato.
La vita immersa nella natura, la qualità del tempo, il mare, il silenzio, il ritmo più umano: tutto ciò che avevo dato per scontato aveva ripreso valore.
La domanda diventa inevitabile:
che cosa mi rende davvero felice?
La risposta arriva durante un viaggio in Calabria Grecanica, guardando la Sicilia da Bova.
Il Mediterraneo è il mio orizzonte naturale.
La mia felicità migliore.
Tornare al Sud per lavorare con il territorio, non contro
In quel momento capisco che la mia carriera non avrebbe avuto più senso altrove.
Non volevo lavorare nonostante il Sud, ma grazie al Sud.
Il rientro non è stato un passo indietro, ma una scelta di allineamento.
Lavorare sul territorio, valorizzandolo, è diventato il centro della mia visione professionale.
Identità meridionale e identità queer: una forza unica
Per anni ho percepito identità e appartenenza come due poli opposti. Questo macigno si scioglie quando inizio a studiare la storia LGBT+ del Mediterraneo.
Scopro che la mia terra custodisce da sempre storie queer, spesso cancellate o dimenticate.
La rivelazione è potente:
la mia identità meridionale e quella queer non sono in conflitto.
Sono una forza unica.
Lavorare al Sud oggi: risultati concreti
Oggi lavoro come guida escursionistica in Costiera Amalfitana e il percorso sta dando risultati reali.
Dal 2025 la mia attività, Amalfi Coast Hikes, è ufficialmente menzionata sulle guide Lonely Planet dedicate alla Costiera Amalfitana.
Un traguardo enorme, che dimostra come restare o rientrare al Sud possa aprire porte internazionali, non chiuderle.
Sono inoltre co-fondatore di Sirenussa, un collettivo di escursionismo dedicato alla comunità LGBTQ+ del Sud, nato per rafforzare identità, orgoglio e presenza su questi territori.
E poi ci sono i miei giardini sopra Amalfi, affacciati sul mare: un patrimonio familiare che oggi posso vivere, curare e valorizzare ogni giorno. Un privilegio raro.
Un messaggio per chi sogna di tornare al Sud
Questa storia è per chi sente il richiamo del Sud ma teme di non potersi realizzare o esprimere pienamente.
Rientrare si può.
E spesso, rientrare è il modo più autentico per fiorire.
La condizione fondamentale è una sola: non restare isolati.
Networking, collaborazione, progetti condivisi ed ecosistemi di valore sono la vera infrastruttura del futuro del Sud.
Perché quando uniamo le nostre forze, diventiamo una comunità capace di aspirare a molto più di ciò che ci hanno fatto credere.
La nostra Storia ce lo insegna.
E noi possiamo scrivere la prossima pagina.