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Come affrontare un colloquio di lavoro in inglese: guida pratica per prepararsi e rispondere alle domande

Come affrontare un colloquio di lavoro in inglese? Scopri come prepararti, quali domande aspettarti e come rispondere con sicurezza anche se il tuo inglese non è perfetto.

12 agosto 2026

In questo articolo scoprirai:

  • Come prepararti senza imparare risposte a memoria;

  • Come rispondere alle domande più frequenti;

  • Come parlare delle tue esperienze professionali;

  • Cosa fare quando non capisci una domanda;

  • Come allenarti per arrivare più sicuro al colloquio;

  • Quali domande fare al selezionatore;

  • Come gestire un colloquio online;

  • Come affrontare il colloquio anche se il tuo inglese non è perfetto.

Colloquio di lavoro in inglese: non devi parlare un inglese perfetto

Ricevere una convocazione per un colloquio di lavoro in inglese può creare una difficoltà particolare.

In italiano sai raccontare perfettamente chi sei, cosa hai fatto e quali sono le tue competenze. Poi arriva la mail dell'azienda:

"We would like to invite you to an interview."

E improvvisamente anche raccontare il lavoro che fai da cinque anni sembra diventare complicatissimo.

Il primo errore da evitare, però, è pensare che per superare un colloquio in inglese sia necessario parlare come un madrelingua.

Non è così.

In un colloquio di lavoro, l'azienda non sta generalmente cercando un candidato capace di sostenere una conversazione accademica in inglese. Vuole capire se sei in grado di comunicare, comprendere le domande, spiegare la tua esperienza e lavorare in un contesto professionale internazionale.

Per questo motivo, prepararsi non significa imparare a memoria cinquanta risposte.

Significa imparare a raccontare bene il proprio percorso professionale in inglese.

Perché il colloquio in inglese è diverso da un normale colloquio di lavoro

Un colloquio di lavoro in inglese presenta una difficoltà aggiuntiva: devi dimostrare contemporaneamente competenze professionali e capacità comunicative in una seconda lingua.

Questo può generare un errore molto comune.

Il candidato si concentra talmente tanto sulla grammatica da dimenticare ciò che dovrebbe realmente comunicare.

Comincia quindi a costruire mentalmente ogni frase:

"Devo usare il present perfect? Oppure il past simple? Questa parola si dice così?"

Risultato? La risposta diventa lenta, artificiale e molto meno efficace.

L'obiettivo deve essere un altro: comunicare con chiarezza.

Anche una risposta grammaticalmente non perfetta può essere molto efficace se è precisa, comprensibile e pertinente.

Come prepararsi a un colloquio di lavoro in inglese

La preparazione migliore non consiste nel tradurre in inglese il proprio curriculum vitae.

Consiste nel costruire una sorta di “versione inglese” della propria storia professionale.

Prima del colloquio, prova a preparare quattro blocchi.

1. Chi sei professionalmente

Devi essere in grado di spiegare in circa un minuto:

  • cosa fai;

  • quanti anni di esperienza hai;

  • in quale settore hai lavorato;

  • quali sono le tue competenze principali;

  • cosa stai cercando.

Una delle domande più frequenti è:

“Tell me about yourself.”

Non significa raccontare la tua vita.

Significa offrire una sintesi professionale.

Una struttura efficace può essere:

Present → Past → Future

Ad esempio:

“I currently work as a marketing specialist for a small company. Over the past three years, I have worked mainly on digital marketing and social media campaigns. I am now looking for a position where I can develop my skills in a more international environment.”

È semplice.

Ma soprattutto è utile.

2. Preparati a spiegare le tue esperienze, non soltanto le tue mansioni

Uno degli errori più frequenti durante un colloquio è limitarsi a tradurre ciò che è scritto nel curriculum.

Il selezionatore ha già letto il CV.

Durante il colloquio vuole capire come lavori.

Per questo preparati almeno 4-5 episodi professionali che dimostrino:

  • una difficoltà che hai risolto;

  • un risultato che hai ottenuto;

  • un progetto importante;

  • un conflitto che hai gestito;

  • una situazione in cui hai lavorato sotto pressione.

Per le domande comportamentali è particolarmente utile il metodo STAR: Situation, Task, Action, Result, che permette di trasformare una risposta generica in un racconto professionale concreto.

Per esempio, invece di dire:

“I'm good at problem solving.”

puoi raccontare una situazione nella quale hai effettivamente risolto un problema.

Questo rende la competenza credibile.

3. Impara le parole del TUO lavoro

Questo è probabilmente uno dei consigli più importanti.

Non studiare inglese in generale.

Studia l'inglese del lavoro per cui ti stai candidando.

Se stai facendo un colloquio per una posizione amministrativa, dovresti conoscere il vocabolario relativo a:

  • invoices;

  • payments;

  • accounting;

  • budget;

  • reporting;

  • suppliers.

Se ti candidi nel marketing, dovresti essere a tuo agio con termini come:

  • campaign;

  • target audience;

  • engagement;

  • conversion rate;

  • performance;

  • content strategy.

Se ti candidi nel settore informatico, dovrai conoscere il vocabolario tecnico specifico del ruolo.

Il metodo pratico

Prendi la descrizione dell'offerta di lavoro ed evidenzia tutte le parole tecniche. Poi chiediti:

“Sarei in grado di spiegare ciascuna di queste attività in inglese senza leggere?”

Se la risposta è no, hai appena trovato cosa studiare. È molto più efficace che passare ore a ripassare vocaboli generici.

Le domande più frequenti durante un colloquio di lavoro in inglese

Non puoi sapere esattamente cosa ti chiederà il selezionatore.

Puoi però prepararti sulle domande ricorrenti.

Tra quelle più comuni troviamo:

“Tell me about yourself.”

Parlami di te.

“Why are you interested in this position?”

Perché sei interessato a questa posizione?

“Why do you want to work for our company?”

Perché vuoi lavorare nella nostra azienda?

“What are your strengths?”

Quali sono i tuoi punti di forza?

“What is your biggest weakness?”

Qual è il tuo principale punto debole?

“Tell me about a challenge you faced at work.”

Raccontami una difficoltà che hai affrontato sul lavoro.

“Where do you see yourself in five years?”

Dove ti vedi tra cinque anni?

Queste domande non dovrebbero essere preparate imparando una risposta parola per parola. Le guide professionali aggiornate sul colloquio in inglese sottolineano infatti l'importanza di preparare risposte strutturate e personalizzate, evitando di trasformarle in discorsi recitati.

La domanda più pericolosa: “Tell me about yourself”

Sembra una domanda semplicissima. In realtà è una delle più importanti.

Perché lascia a te il controllo della conversazione.

Non rispondere raccontando:

“I was born in…”

a meno che quell'informazione non abbia una rilevanza professionale.

Porta invece il selezionatore verso ciò che vuoi che ricordi di te.

Una formula utile è:

Chi sei oggi → cosa hai costruito → cosa cerchi adesso.

Per esempio:

“I am a financial analyst with three years of experience in the banking sector. In my current role, I mainly work on financial reporting and data analysis. I am now looking for an opportunity where I can take on more responsibility and work in an international environment.”

In meno di un minuto hai comunicato ruolo, esperienza, competenze e obiettivo.

E se non capisci la domanda?

Questo è uno dei momenti che spaventano maggiormente chi affronta un colloquio in inglese.

Il consiglio peggiore è fingere di aver capito.

Se rispondi a una domanda diversa, il problema non è più il tuo inglese.

È la tua capacità di comunicare.

Puoi tranquillamente chiedere:

“Could you please repeat the question?”

Oppure:

“Could you please clarify what you mean?”

O ancora:

“If I understood correctly, you are asking about…”

Quest'ultima formula è particolarmente utile perché ti permette di verificare di aver compreso la domanda prima di rispondere.

Chiedere un chiarimento non significa dimostrare di avere un inglese scarso.

Significa dimostrare di voler comunicare correttamente.

Non cercare parole difficili: cerca parole precise

Un altro errore molto comune è cercare di impressionare il selezionatore utilizzando un inglese troppo sofisticato.

Non serve.

Se conosci perfettamente il verbo increase, non devi cercare un sinonimo più complicato soltanto perché vuoi sembrare più fluente.

Meglio dire:

“I increased sales by 15%.”

che costruire una frase molto complessa e rischiare di non essere chiari.

Durante un colloquio, precisione e chiarezza valgono più dell'esibizione linguistica.

Come parlare delle proprie competenze senza sembrare presuntuosi

In italiano siamo spesso abituati a minimizzare i nostri risultati.

Durante un colloquio internazionale questo può diventare un problema.

Dire:

“I was involved in…”

non è sempre sufficiente.

Se hai effettivamente svolto un'attività, puoi dire:

“I managed…”

“I developed…”

“I coordinated…”

“I implemented…”

“I improved…”

Naturalmente senza attribuirti risultati che non hai ottenuto. Il punto è imparare a rivendicare professionalmente il proprio contributo.

Il metodo migliore per allenarsi: registrati

Leggere le risposte nella propria testa serve poco. Parlare ad alta voce è molto più utile.

Ancora meglio: registrati.

Prendi cinque domande:

  1. Tell me about yourself.

  2. Why do you want this job?

  3. What are your strengths?

  4. Tell me about a difficult situation at work.

  5. Why should we hire you?

Rispondi senza leggere. Poi riascoltati.

Non concentrarti soltanto sulla grammatica ma... Controlla:

  • quanto tempo impieghi per rispondere;

  • quante volte dici “ehm”;

  • se ripeti sempre le stesse parole;

  • se le frasi sono troppo lunghe;

  • se arrivi davvero al punto;

  • se la tua voce trasmette sicurezza.

È un allenamento molto più vicino alla situazione reale rispetto alla semplice memorizzazione.

Esercitati anche sulle domande che TU vuoi fare

Alla fine del colloquio quasi certamente arriverà:

“Do you have any questions for us?”

Non rispondere:

“No, I don't have any questions.”

Hai appena perso una delle poche occasioni in cui puoi valutare direttamente l'azienda.

Prepara almeno tre domande.

Ad esempio:

“What would success look like in this position after the first six months?”

Quale sarebbe, secondo voi, un buon risultato nei primi sei mesi?

Oppure:

“What are the main challenges the person in this role will face?”

Quali sono le principali difficoltà che dovrà affrontare la persona che ricoprirà questo ruolo?

Oppure:

“How would you describe the team culture?”

Come descrivereste la cultura del gruppo di lavoro?

Queste domande fanno una cosa importante: spostano la conversazione da “convincere l'azienda a scegliere me” a “capire se questa posizione è davvero adatta a me”.

Colloquio di lavoro in inglese online: attenzione a un dettaglio

Se il colloquio si svolge in videochiamata, aggiungi un'ulteriore fase alla preparazione.

Fai una prova tecnica.

Controlla:

  • microfono;

  • telecamera;

  • connessione;

  • cuffie;

  • illuminazione;

  • sfondo;

  • nome visualizzato nella piattaforma.

Ma soprattutto fai una prova in inglese.

Non limitarti a verificare che Zoom o Teams funzionino.

Verifica che tu riesca a comprendere l'intervistatore attraverso le cuffie, che il volume sia adeguato e che la tua voce sia chiara.

E se il tuo inglese non è perfetto?

Non aspettare di sentirti “pronto”.

Quasi nessuno si sente pronto.

La domanda più utile da farti è:

“Riesco a sostenere una conversazione professionale comprensibile?”

Se sì, puoi affrontare il colloquio.

Se invece fai fatica a comprendere domande semplici sul tuo lavoro o non riesci a spiegare le tue principali esperienze, il problema non è il colloquio.

È necessario lavorare prima sulla lingua.

Ma anche in questo caso non serve studiare inglese in modo indistinto.

Parti dal tuo obiettivo professionale.

Costruisci il tuo vocabolario professionale.

Poi allenati a utilizzarlo parlando.

La preparazione al colloquio comincia dall'annuncio di lavoro

C'è infine un passaggio che molti candidati saltano.

Prima di preparare le risposte, rileggi la descrizione della posizione.

Individua:

  • le tre competenze più importanti;

  • le responsabilità principali;

  • le parole che l'azienda ripete;

  • i requisiti obbligatori;

  • ciò che viene indicato come elemento preferenziale.

Poi prepara almeno un esempio concreto per ciascuna delle competenze principali.

In questo modo non arriverai al colloquio con una lista casuale di risposte.

Arriverai con una storia professionale coerente con quella specifica posizione.

Ed è esattamente ciò che dovrebbe fare un buon colloquio: dimostrare, attraverso esempi concreti, perché la tua esperienza è rilevante per quel ruolo.

Conclusione: il tuo obiettivo non è parlare inglese perfettamente

Affrontare un colloquio di lavoro in inglese non significa dimostrare di conoscere tutta la grammatica inglese.

Significa riuscire a fare qualcosa di molto più importante:

raccontare il proprio valore professionale in una lingua diversa dalla propria.

Preparati sulle domande più probabili, costruisci esempi concreti delle tue esperienze, studia il vocabolario specifico del ruolo e soprattutto esercitati a parlare ad alta voce.

E ricordati una cosa: Il selezionatore non sta cercando necessariamente l'inglese perfetto. Sta cercando di capire se, lavorando con te, riuscirete a capirvi.

E questa è una differenza enorme!

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